la vendetta di viecchi a matrici

nel 1820 crollò la cupola della Madrice nuova portandosi dietro l’intera navata centrale. La popolazione sostiene che sia stata una vendetta dei “viecchi” ossia dei sacerdoti defunti esposti alla Madrice Vecchia (cripta) . Dopo la costruzione della nuova madrice infatti, nessuno si curò più del culto dei poveri viecchi che  si ribellarono e distrussero il vanto della città.

Si ricordano in proposito i versi d’anonimo scrittore castelbuonese:
  la cupula brillanti

Lu specchi di tri paisa

Taliala fistanti

La ‘nvidia crepa e lisa

 

La cupula ammirata

Lu specchiu i tri paisa

Tu hai fattu cadiri

‘ngrtu casteddabunisi

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