Santissimo Sacramento

72. Santissimo Sacramento

La Compagnia del santissimo Sacramento o Dù Signuri come è detta in castelbuonese, si vanta d’essere una fra le più antiche ancora esistenti e di possedere una bolla di erezione canonica Papale risalente al 30 Novembre 1539 (rilasciata da Paolo III). La sua origine si fa generalmente coincidere con l’ampliamento della Madrice Vecchia e con la creazione della cappella del Sacramento sita in fondo alla quarta navata che si reputa appunto del XV secolo. Alla congregazione si deve la commissione  del Ciborio grande a Giorgio da Milano.

La congregazione è anche detta di Frummintara poiché formata dai coltivatori di frumento. Era un associazione a sfondo caritatevole che vide nascere oltre alle missioni per i poveri una banca del Grano. Nella banca del grano si osannava e ringraziava continuamente il Patrono della confraternita e risale a quel tempo l’uso d’appendere al crocifisso processionale (“loro Stendardo”) un mazzolino di spighe ‘ntrizzati. Straordinaria era ed è l’unione fra i membri della congrega, affezione che si dimostrava in passato  con il Santo Viatico e con “ù precettu i Ciunchi” (ancora esistenti in altre forme). La prima opera pia si concretizzava nell’accompagnare il prete sostenendo il Baldacchino e indossando le “cappe” (usate oggi solo in occasioni molto particolari) a portare la Comunione ai morenti. La seconda consiste nel portare la Comunione agli ammalati la Domenica In Albis.

Diverse sono le occasioni in cui la confraternita celebra il suo Patrono:

  1. durante la settimana Santa con la cerimonia del Giovedì , quando dodici confrati riproducono la lavanda dei piedi e quando entrano nella confraternita i nuovi confratelli.
  2. durante le quarant’ore , quiando nel pomeriggio della Domenica delle palme aprono le ore d’adorazione.
  3. durante la festa del Corpus Domini quando sfilano in processione e reggono il Baldacchino oltre ad animare la messa e le celebrazioni.

le insegne sono costituite dall’antico crocifisso d’Argento (detto incarnazione) e le sergentine. l’abitino è bianco bordato rosso con al centro l’immagine del Santissimo Sacramento. la cappa invece, usata ancora in alcune occasioni e che valeva ai confrati il nome di Papai è costituita da una tunica bianca con mantello (tutto bordato rosso), un cingolo in vita ornato dai confrati stessi, un cappello bianco bordato rosso da tenere legato alle spalle e un cappuccio. le scarpe spesso erano bianche.

la fine del nostro lavoro (7)la fine del nostro lavoro (6)

la cappa del mastru massaru (rubiculu) si distingueva dalle altre per il colore bejge damascato e il bordo dorato.

la confraternita ha inoltre il piacere di portare in processione San Guglielmo durante la processione di Sant’Anna.

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