Pubblicato da: cuccoangelo | 28 novembre 2011

IL CULTO PLURISECOLARE ALLA MADONNA IMMACOLATA

il bianco manto della Vergine, Castelbuono ha sempre cercato rifugio. Come un faro di fede e di pietà onora da secoli la Madre del Redentore sotto diversi titoli e, pietoso, a lei si rivolge nelle necessità insieme alla sua gloriosa Madre Sant’Anna.
L’Immacolata Concezione, gode di una ininterrotta devozione sin dal XVI secolo. Ne abbiamo notizia grazie alla compagnia dei bianchi che nel 1587 ne cura la festa al Monte di Pietà. Ma sicuramente più antico è il culto, già presente, ad esempio a Santa Maria del Soccorso al Fribaulo.

proprio quest’ultima doveva essere per i nostri padri la chiesa per eccellenza dell’Immacolata. Convento dei Minori Osservanti, diveniva annualmente meta di intensi pellegrinaggi (avvantaggiati all’epoca da un piccolo ponte sul vallone). Non sappiamo quale fosse l’immagine di culto, probabilmente l’iconografia era completamente diversa dall’attuale, e  nulla esclude che fosse la stessa madonna con bambino in marmo oggi custodita  a San Francesco o addirittura l’immagine muraria trecentesca della Madonna di Costantinopoli (oggi nella stessa chiesa)? o fose ancora la dimenticata Immacolata vecchia (oggi in pietose condizioni nei locali del convento di San Francesco).
La festa doveva comunque essere davvero grande e con gran concorso di popolo: è documentata la processione, tamburi, trombe, mortaretti e luminaria serale (vampa).  Ad occuparsene era la congregazione di Maria Santissima del Perpetuo Soccorso.

Allo stesso tempo però, l’immacolata era festeggiata anche intramoenia nella chiesa del Monte, dove si trovava il quadro della Santa Vergine (oggi custodito alla Matrice Nuova) e probabilmente la statua (oggi alla Matrice Vecchia). per l’occasione si sorteggiava una ragazza povera a cui fornire la dote per il matrimonio. A festeggiare era la compagnia dei Bianchi che dovettero trasportare la festa in altra data (all’ottava) quando Giovanni Ventimiglia,nel 1725, chiese ed ottenne che la festa maggiore si tenesse in San Francesco. in questa occasione si impegnò e procurò una immagine della Santa Vergine direttamente a palermo, in legno e lamina d’argento.
Il perchè di questo cambiamento di rotta lo si può intuire se ci si ricollega al capoluogo siciliano. come lo stesso nobile scrive, sarà per emulare palermo (dove la festa si svolge nella chiesa di San francesco dei padri Conventuali).  La processione che  segnava il giorno di festa, aveva l’obbligo di andare in Matrice (forse per la celebrazione?).

Altri segni di forte devozione al culto di Maria Immacolata si avevano nella chiesa di Sant’Antonio Abate e alla Matrice Nuova. Nella  prima Padre Francesco Scalia (gesuita) fonda, nel 1689 la confraternita maschile che ivi ebbe sede fino al trasferimento alla Matrice nuova.
nel 1701 invece, si dedica una cappella laterale della costruenda matrice all’Immacolata concezione.

Da ricordare nel 1728 l’elezione a compatrona di Castelbuono.

la festa si svolge oggi nella chiesa di San Francesco preceduta da solenne novenario. La processione non si tiene più da circa un secolo, tranne in occasione di particolari eventi o centenari (anniversari del dogma: 1904;1954; 2004).
per i castelbuonesi è la festa che inaugura il periodo natalizio (si arma u presebbiu) ed è molto sentita. Anticamente, qualche anziano la ricorda ancora, per le strade si suonava e cantava la novena dialettale a Maria Immacolata costituita dalle così dette parti a Madonna, che apriva il ciclo di novene natalizie (si continua a fare solo quella di Natale).

altri riti erano a curunedda e u stiddariu:

piccoli fuochi rituali erano accesi anche dalle nostre massaie, specialmente dalle moglie dei contadini. era uso infatti costituire la così detta crunedda:
dodici ceri bianchi erano posti in circolo come a formare lo stellario mentre al centro si tracciava il monogramma Mariano o più semplicemente si inseriva l’Immagine dell’Immacolata.
le candele erano accese in ordine e preferibilmente con un tizzone proveniente dalla vampa ufficiale. durante il rito (raccontatomi con perizia da una informatrice qualche anno fa), la prima candela ad essere accesa era quella sotto l’immagine o il momogramma. ad ogni candela si invocava la protezione Mariana con una formuletta rituale:
1. Matri ‘Mmaculata mannati a bona annata
2. Matri Maria prutiggiti a vita mia
3. Matri ‘Mmaculata a ma famigghia da vostra manta sia cummugliata
4. Matri Maria di sta strata luntana sia a malia
5. Matri ‘Mmaculata pi ogni gnacina di st’annata
6. Matri Maria datini pani e tumminia
7. Matri ‘Mmaculata l’armuzza sia sarvata
8. Matri Maria luntana sia a malatia
9. Matri ‘Mmaculata pi (si chiedevano grazie particolari) t’aju ‘nvucata
10. Matri Maria  (Grazia particolare) faciti a grazia a mia
11. Grazia particolare come alla nona candela
12. Grazia particolare come alla decima candela

si aggiungeva poi “dudici stiddi Maria è ‘ncurunata VIVA A RIGINA MMACULATA!”

quest’ordine e la preghiera stessa potevano subire variazioni da officiante ad officiante ma il rito rimaneva del tutto identico. la mia informatrice sostiene che una sua parente più anziana accendesse una tredicesima candela in onore di Sant’Anna. il rito aveva anche un suo valore divinatorio poichè dal comportamento delle fiammelle dei lumi si traevano presagi sull’anno, se ad esempio si spegneva il primo lume era sintomo di una cattiva annata del grano. purtroppo altre persone intervistate sullo stesso argomento ricordano solo frammentariamente la pratica o la disocnoscono del tutto. alcune sostengono di una sola candela accesa. altre che era uso portare in chiesa la candela.

La prima volta che mi fu parlato du stiddariu non presi in considerazione la cosa pensando che si trattasse della nota preghiera recitata in chiesa. ovviamente mi sbagliavo. avevo commesso un errore di valutazione. lo stellario italiano non ha nulla a che vedere con la pratica du stiddariu che altro non è che un racconto in rima del mistero dell’Immacolata Concezione. il fatto straordinario è che non esiste un testo scritto…ma le donne procedevano a braccio nella narrazione seguendo un canovaccio tracciato dalla tradizione. era uno dei tanti Cunti, come quello più noto del “triunfu di Maria” (di cui possiedo due versioni manoscritte che spero di riuscire a pubblicare), che serviva ad istruire i piccoli e le ragazze. qualche perplessità desta il nome… non si chiama ” u triunfu da ‘mmaculata” ma stiddariu forse perchè era quello l’elemento più rilevante che distingueva l’Immacolata dalle “altre madonne”?
L’ICONOGRAFIA:

diverse sono le tele, le statue e le raffigurazioni che mostrano Maria Immacolata a Castelbuono, volendole elencare:

  1. Immacolata vecchia di San Francesco
  2. Immacolata argentea di San Francesco
  3. Immacolata colonna votiva San Francesco
  4. Immacolata in alabastro Cappella Palatina
  5. Immacolata lignea Matrice Nuova
  6. Immacolata miracolosa lignea Matrice Nuova
  7. Immacolata lignea Matrice Vecchia
  8. Immacolata, pala d’altare, chiesa di San Francesco
  9. Immacolata, tela, Matrice Nuova (proveniente dal Monte)
  10. Immacolata, tela, chiesa di Sant’Agostino

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: