Pubblicato da: cuccoangelo | 22 maggio 2011

Quasi un miracolo di Dio: la chiesa del palmento riapre

Quasi Miraculum a Deo  così spesso si scriveva nelle lapidi commemorative quando succedeva qualcosa di impensabile. Ad esempio la ristrutturazione di un convento caduto (come nel caso dei cappuccini), l’apertura al culto di una chiesa dopo anni di costruzione… COME SE FOSSE UN MIRACOLO DI DIO…  e forse è proprio il caso di dirlo anche oggi per la riapertura della chiesa del Palmento.

Questa chiesa, al margine del paese sulla strada per Isnello, ha una storia tutta propria. bella e intrigante che vale la pena di raccontare.
La chiesa è consacrata intorno al 1691, come dichiarato da una formella del pavimento. Ma andiamo con ordine.

nel luogo dove oggi sorge la chiesa, v’era un vecchio Parmiinti (un frantoio per l’uva), e ivi da tempo era posta una piccola icona della Madonna del latte a protezione del luogo. il palmento trovava naturale collocazione in un posto così vicino ad una fonte d’acqua e non troppo distante dal paese, possiamo dunque ipotizzare una sua appendice proprio vicino al fiume San Calogero non ancora deviato.  Successe un giorno che il proprietario du Parmiinti si trovò in grande difficoltà e decise di far voto alla Madonna: promise che se tutto si fosse risolto per il meglio, avrebbe costruito in quel luogo una chiesa dedicata a Lei. e così fu. Per secoli la devozione mariana caratterizzò quel luogo e la festa in onore alla Madonna attirava forestieri e pellegrini da tutte le Madonie.
la chiesa fu fatta ad ottagono, simbolo eccelso della cultura cristiana,  simboleggiante sia l’ottavo giorno (il giorno eterno) sia la massima perfezione possibile in terra che si completa con la cupola simbolo del divino, e fu dedicata a Maria. Maria del Palmento.
ricca, prestigiosa, importante, si ornò di stucchi di scuola serpottiana, e di sei altari, di cui il più prestigioso accoglieva proprio l’edicoletta del voto, con accanto Anna e Gioacchino, patroni cittadini.  agli altari furono posti quadri idillici con raffigurazioni della vita di Maria. A testimoniare il fervore religioso per questa chiesa due lapidi sepolcrali ancora integre.

Passarono gli anni, il tempo fece la sua parte, la chiesa cadde nell’abbandono nel secondo dopo guerra. Il perno centrale del tetto, detto dagli anziani U Monacu, si infracidì facendo cadere rovinosamente la copertura. in quei tempi di grande penuria economica non si potè correre ai ripari…e molto del grande patrimonio di stucchi si perse sotto i colpi incessanti del vento e della pioggia. i quadri degli altari furono portati alla Matrice Nuova e la chiesa ufficialmente chiusa e abbandonata al suo destino.

Negli anni settanta, la chiesa cadente attira su di se l’attenzione. Si decide di consolidarla. Comincia a rifiorire come un bocciolo la casa di Maria del Palmento. si salva il salvabile. Dopodichè la chiesa si chiude nuovamente….silenziosa.

Sono gli anni ottanta quando Frà Gabriele, un eremita, riceve in custodia la chiesa del Palmento e ogni tanto la apre…ma non si celebra Messa.
Passano alcuni anni, frà Gabriele cambia sede. la chiesa si chiude nuovamente.

negli anni novanta un altro eremita Frà Rosario, riceve in custodia la struttura…tuttavia la chiesa resta serrata per vari motivi.

finalmente nel 2011 dopo più di sessant’anni dalla chiusura e dalla silenziosa assenza del Corpo di Cristo in loco, il lieto annunzio: SARà CELEBRATA MESSA ALLA CHIESA DEL PALMENTO! Castelbuono accorre. è un evento. il 14 Maggio la chiesa riapre i battenti…. si celebra! Don Santino e un comitato organizzatosi per l’occasione preparano il tutto. l’altare minore viene dalla badia, le sedie dal comune, i fiori dalla gente…. ognuno si adopera come può….quanto zelo santo per la casa del Signore! e che meraviglia entrare in quei luoghi! AVE REGINA COELI!

lei, La Madonna del Palmento, era li. Aspettava quei figli da tanto tempo. Bella, di una dolcezza popolare mentre allatta Gesù Bambino. il suo tempio è scarno…quasi in rovina…ma Lei è ancora li. La cornice che la ornava non c’è più…molti stucchi sono caduti, resiste solo il mezzo busto di santa Rosalia quasi integro…ma Lei continua a guardare con affetto. L’augurio è che sia l’inizio di un ripristino completo….. e che Maria, ancora una volta, possa ritornare ad essere onorata anche in questo luogo.

VIVA MARIA


Responses

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