Pubblicato da: cuccoangelo | 2 aprile 2011

e comi finivi? comi a festa a santuzza!

quando qualcuno chiede “comi finivi?” il castelbuonese doc risponderà: comi a festa a Santuzza!

se l’interlocutore ribatte ” ossia?” continuerà : ca si vippiru u vinu e arruzzulari i vuttazza! (arcuni erini chini e azziccaru festa e vini)

ma da dove proviene questo strano modo di dire tutto Castelbuonese?

spulciamo un pò il passato ed ecco nascere il racconto:  era l’otto settembre di molto molto tempo fa, in occasione della festa della Natività di Maria Santissima  si teneva (come ancora si tiene) una gran festa nel santuario fuori le mura della Madonna delle Grazie, detta appunto a Chiisi a Santuzza. il perchè del nomignolo dialettale è di facile intuizione ed è riferito alla Madonnina bambina.  Era uso che tutti gli apprendisti (chiddi ca iavanu o masciu o picciuotti) allestissero una vera e propria fiera nei pressi della chiesa. tra questi, seguita il racconto popolare, non mancavano i vuttara (produttori di botti) che solitamente offrivano anche del buon vino. Successe però che un anno, infervorati dall’ebbrezza del liquor d’uva, presero le botti e le gettarono giù nel pendio antistante la chiesa…. comi finivi dunca? comi a festa a Santuzza…in cui oltre a perdere la lucidità e il vino persero anche le botti.


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