Pubblicato da: cuccoangelo | 15 dicembre 2010

a Nuvena di Natali

dalle sei di domattina si entra a pieno titolo nel clima di Natale…inizia a NUVENA. All’alba sarà la congregazione di Maria Santissima Addolorata a destare il paese con le dolci note dei canti e del Viaggiu di Maria e San Ciuseppi… da domani sera invece saranno i Lorimest che per le edicole votive canteranno u Viaggiu e le laudi.

la tradizione di purtari a nuvena è molto antica. oggi a Castelbuono si conserva, come cantata per le edicole, solo quella di Natale…ma fino a poco tempo fa ne esistevano diverse. a Nuvena era il modo per solennizzare le feste, per far clima di festa e onorare il santo con il canto. i cantori erano avvolti da quell’aura di mistero e misticismo che li rendeva, per il breve periodo del canto, degli esecutori speciali, capaci di comunicare con l’altissimo tramite ciaramedde, friscaletti, chitarri, mandulini e sunagghia….. gente comune, artigiani (per le varie novene) o pastori (per quelle delle festività natalizie) si offrivano di purtari a nuvena in giro per le case, le edicole, le chiese in cambio di cibo, un bicchiere di vino e molto raramente qualche spicciolo. La regina di tutte le novene era sicuramente la novena di Natale. operata da questi cantori o dai singoli, conosciuta più o meno integralmente un pò da tutto il popolo, cantata perfino in chiesa. u Viaggiu Dulurusu è un testo talmente radicato nella tradizione locale da essere creduto autoctono…in realtà è una delle mille varianti di un testo di BINIDITTU ANNULERU (pseudonimo del canonico Antonio Diliberto) scritto a metà del settecento e che ebbe una vastissima diffusione nell’isola.
al Canto della novena si accompagnavano e si accompagnano altri brani presi dalla tradizione locale, importati, canti popolari diffusi (tu scendi dalle stelle) e immancabile u Ballittu (solo suonato) e a Pasturali (l’annunzio ai pastori della Nascita del redentore).

lo schema compositivo era uguale a quello di tantissime altre novene, ma a memoria degli anziani non ve ne erano di così partecipate come quella di Natale. e possiamo crederci bene se si pensa che la prima messa ad essere celebrata era quella mattutina (al Pater Noster) presso le chiese di Sant’Antonio Abate e dei Cappuccini, proprio per tutti i lavoratori.

altre novene del periodo natalizio di cui abbiamo sentore erano quella all’Immacolata ( che apriva l’iter festivo) e quella o Battisimu (sei gennaio) che poteva ridursi anche a una cinchina o un triduu ( che chiudeva). ad oggi sia della prima che della seconda rimangono soltanto testi.
fuori dal periodo di Natale erano invece molto richieste a Nuvena a Sant’Antoniu, a Nuvena a Madonna, a Nuvena a San Viciinzi, a Nuvena e Muorti, a Cinchina a Pruvvidiinzia, a Nuvena a Santu Sidoru,  u Triduu a San Piitri (di cui non ho potuto documentare testi), a Nuvena a Santu Ispiritu (di cui restano brandelli).  con tutt’altra modalità si svolgeva la quindicina dell’Assunta detta dà Sciusa che si concludeva con a Trapassioni, pochissime notizie abbiamo della novena a Sant’Anna. canti non novenali si svolgevano in tantissime altre ricorrenze come ad eseprio il tre Maggio (festa della Croce), il venerdi Santo, il 14 settembre ( u crucifissi).


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